REGOLAMENTO DEL VERDE PUBBLICO E PRIVATO DELLA CITTA’ DI TORINO Proposta di percorso di revisione e aggiornamento.

Torino, 10 marzo 2025

Audizione Consulta Ambiente e Verde Città di Torino

REGOLAMENTO DEL VERDE PUBBLICO E PRIVATO DELLA CITTA’ DI TORINO”

Proposta di percorso di revisione e aggiornamento.

Il Regolamento del Verde Pubblico e Privato della Città di Torino n. 317 fu approvato con deliberazione del Consiglio Comunale in data 6 marzo 2006, e successivamente modificato in alcuni punti tra il 2009 e il 2018, sempre con delibere del Consiglio Comunale.

Esso nacque a seguito di una Proposta di Delibera di Iniziativa Popolare nata del 2004, sostenuta da associazioni ambientaliste e semplici cittadini, sottoscritta da circa 2.000 cittadini, e vide a suo tempo un intenso processo di elaborazione da parte degli uffici e dei tecnici del Verde, che raccolsero e confrontarono similari regolamenti adottati in precedenza da altre città italiane, in un continuo confronto costruttivo con le associazioni ambientaliste, che durò alcuni anni e giunse a compimento nel 2006.

Dopo l’adozione nel 1993 e l’approvazione definitiva del Piano Regolatore nel 1995, la Città aveva vissuto un processo di intense trasformazioni urbanistiche e infrastrutturali, che avevano comportato momenti di conflitto, ma anche di collaborazione col mondo ambientalista torinese e con comitati di cittadini, connessi con la realizzazione del Passante Ferroviario, alcuni sottopassi e altri interventi viabilistici e tramviari (come la Linea 4), la costruzione delle stazioni della Linea 1 della Metropolitana di Torino, e soprattutto la costruzione di parcheggi pubblici e pertinenziali sotto aree verdi e viali alberati, l’attuazione di alcune Zone Urbane di Trasformazione previste dal PRG, per finire con gli interventi legati alle “opere connesse” con i Giochi Olimpici Invernali del 2006, che comportavano modifiche sostanziali di significative aree urbane di pregio storico-ambientale e delle alberate torinesi (corso Spezia e piazza d’Armi).

Nell’arco di circa un decennio era emerso come tutta la materia relativa alla tutela del verde pubblico e privato necessitasse di una regolamentazione, a fronte anche di una crescente sensibilità dei cittadini in questa materia e di evidenti emergenze ambientali legate alla impermeabilizzazione dei suoli, come i picchi di calore (drammatico quello del 2003) e l’incremento degli inquinanti nell’ambiente urbano, connessi con l’incremento del traffico veicolare, l’incremento delle polveri sottili, ed altri aspetti di evidente impatto sulla salute dei cittadini e sulla salubrità dell’ambiente urbano.

Il Regolamento segnò un punto fermo nella gestione del verde, diventando un riferimento per molte altre città, cercando tra l’altro di innescare processi “virtuosi” anche in termini partecipativi.

A distanza ormai di più di 14 anni dalla sua approvazione sono emerse non poche criticità sia nell’applicazione del Regolamento, che ha rivelato alcune carenze e necessità di integrazione, sia nel rapporto con la cittadinanza in alcuni momenti critici.

Occorre oggi rispondere alle nuove esigenze e sollecitazioni provocate dagli eventi climatici estremi, dall’inquinamento, dalle necessità sanitarie.

Sono inoltre da considerare le nuove esigenze sociali e le forti spinte alla partecipazione e condivisione delle scelte sul verde cittadino che le comunità locali, le associazioni ambientaliste, i comitati spontanei di cittadini e cittadine hanno espresso negli ultimi anni.

La Consulta Ambiente e Verde, nell’ambito delle sue prerogative di presentare al Consiglio Comunale apporti costruttivi negli ambiti di competenza, alla luce dell’evoluzione della situazione generale e specifica, consapevole dell’importanza e del valore del Regolamento sul Verde, ritiene opportuno sollecitare una azione che ne preveda una attenta rilettura per determinarne integrazioni e modifiche maggiormente in linea con lo svilupparsi della situazione ambientale e sociale.

Questo, in coerenza con quegli stessi principi ispiratori chiaramente evidenziati nel Capitolo Primo al Titolo 1 all’art. I, e al Titolo III art. 4 (Coinvolgimento del Cittadino, Sensibilizzazione e Promozione delle Cultura del Verde).

Si propone quindi che venga realizzato un percorso condiviso e partecipato, come già avvenuto negli anni 2000, per la revisione e l’aggiornamento del Regolamento n. 317 attualmente in vigore.

Riteniamo che, alla luce di quanto indicato nel passato (vedi precedenti documenti presentati dalla Consulta) e di recenti analisi intese ad adeguarne i contenuti alla situazione attuale, i temi che andranno affrontati nel dettaglio siano diversi.

Alcuni elementi ci paiono determinanti: il riconoscimento del “valore ambientale ed ecosistemico legato alla biocapacità” del verde urbano, in sinergia con la tutela del paesaggio e del patrimonio storico-architettonico, le nuove normative, la crescita di maggiore consapevolezza e conoscenza, l’indispensabilità del coinvolgimento e della partecipazione dei cittadini ai fini della tutela e della progettazione del Verde.

Senza voler fare un elenco esaustivo, né tanto meno pretendere di indicare specifiche modifiche in questa sede, vorremo inoltre ricordare alcune tematiche che ci paiono prevalenti e che andranno sicuramente approfondite:

  • aspetti “paesaggistici”, ecosistemici e sulla biodiversità: considerare e recepire le modifiche, all’articolo 9 della Costituzione Italiana introdotte a Febbraio 2022, dove le tutele vengono estese ad ambiente, biodiversità ecosistemi e animali. (“Art. 9 Costituzione italiana: La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. Tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni”);
  • l’equità sociale per il verde: una armonica distribuzione del verde pubblico in tutti i quartieri della città;
  • nuovi strumenti di catalogazione del verde cittadino: superamento del semplice “Bilancio Arboreo”;
  • Commissione Alberi di Pregio: efficacia operativa – pubblicizzazione e coinvolgimento dei cittadini nella segnalazione;
  • abbattimenti autorizzati di alberi in aree pubbliche: superamento del concetto di mero “valore ornamentale” – riconoscimento del ruolo eco sistemico legato alla biocapacità degli alberi, del loro contrasto ai gas climalteranti e agli inquinanti locali, del loro contributo alla salute e al benessere dei cittadini e cittadine;
  • realizzazione di opere pubbliche rilevanti: verifica di assoggettabilità alla VIA con procedura di evidenza pubblica – partecipazione dei soggetti portatori di interessi diffusi – compensazioni legate al valore ambientale ed ecosistemico delle alberate e del verde in piena terra;
  • programmazione degli interventi sulle alberate – rinnovo delle alberate: in particolare la revisione dell’Art. 45 che si è rivelato carente sia nella sostanza che nella forma, e richiede una sostanziale riscrittura ad evitare anche aspri conflitti che si sono verificati; il Regolamento deve indicare le modalità di un’adeguata e capillare informazione alla cittadinanza sulle scelte progettuali;
  • progettazione del verde: coinvolgimento della Commissione Aree Verdi (CAV) – deve essere soggetto attivo nella realizzazione di nuove aree verdi pubbliche e nella realizzazione del verde in cessione alla Città in tutti i progetti significativi di trasformazione urbana (PEC e altri strumenti attuativi), con pareri pubblici e consultabili sul sito del Comune;
  • Il verde per parcheggi: permeabilità e quote di verde in piena terra;
  • fruizione dei parchi e dei giardini pubblici e regolamentazione dello svolgimento di manifestazioni ambientali, culturali e sportive: occorre procedere a una sostanziale riscrittura (art.81) rafforzando i criteri di esclusione totale di manifestazioni che comportino l’utilizzo di parchi e giardini storici e di Aree Protette di Interesse Regionale (incluse le Zone Contigue);occorre evidenziare le tipologie ammissibili, le garanzie fideiussorie, il ripristino che devono fornire i proponenti, gli spazi consentiti (superfici pavimentate, attrezzature sportive e ludiche ed altre strutture già esistenti), con l’esclusione dell’utilizzo diretto o indiretto di “prati, tappeti erbosi, aiuole, alberate, …”;
  • il “paesaggio”: tutela e valorizzazione delle bellezze naturali e del patrimonio storico-artistico e culturale, attenzione alla salvaguardia, alla gestione e pianificazione dello stesso, (Convenzione europea del Paesaggio (2000);
  • il consumo di suolo e riequilibrio naturale-ambientale della città: intervenire sui “vuoti” ancora esistenti – trasformazione in aree verdi nuove, salvaguardia delle aree ancora verdi – recupero e conservazione; la revisione del Regolamento del Verde Urbano può esser una occasione unica per un ridisegno delle aree libere o verdi snaturate e per privilegiare un riequilibrio naturale-ambientale della città;
  • il ruolo e la partecipazione dei cittadini nella tutela del verde: la gestione e la progettazione; rafforzamento delle forme di coinvolgimento preventivo dei cittadini e dei portatori di interessi diffusi; solo in questo modo sarà possibile stimolare la partecipazione attiva dei cittadini alle scelte progettuali, come richiesto dalle stesse norme, rafforzando coesione sociale e corresponsabilità civica e civile della cittadinanza e diminuendo i conflitti.

Ci sono inoltre alcuni passaggi “obbligati” e determinanti da considerare e promuovere:

  • conoscere se gli Uffici del Servizio Gestione Verde, dopo una prima presentazione avvenuta nella riunione di Commissione dell’ottobre 2022, abbiano potuto procedere all’elaborazione di ulteriori proposte di modifica e aggiornamento del Regolamento;
  • adeguare il Regolamento ai D.M. del 2013, del 2017 e del 2020, che andrebbero forse inseriti nel Regolamento come Allegati, visto che ad essi il Regolamento dovrebbe riferirsi e attenersi:
  • Legge del 14 gennaio 2013, n. 10, Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani;
  • Decreto Ministeriale del gennaio 2017, del Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, redatto dal Comitato per lo Sviluppo del Verde Pubblico: Linee guida per il governo sostenibile del verde urbano;
  • D.M. del 10 marzo 2020, Criteri ambientali minimi per il servizio di gestione del verde pubblico e la fornitura di prodotti per la cura del verde;
  • attivazione della Commissione Aree Verdi – CAV – per la quale si richiede l’inserimento e la partecipazione costante della Consulta;
  • analogamente andrebbe richiamato il Piano Strategico dell’Infrastruttura Verde, approvato dal Consiglio Comunale il 22 marzo 2021, sul quale la Consulta presentò numerose osservazioni;
  • occorre anche che vengano prese in considerazioni azioni di modifica avviate o in fase di proposizione come, ad esempio, la proposta presentata del Consigliere Fissolo (Deliberazione di Iniziativa Consiliare – SOSTITUZIONE DI ALBERI ABBATTUTI IN AREE PRIVATE) approvata in VI Commissione nel novembre 2024, così come la proposta di sostituzione dell’Art.45 del Regolamento del Verde pubblico e privato della Città di Torino N. 317 oggetto di una proposta di deliberazione di iniziativa popolare in corso di presentazione.

Ovviamente la complessità e l’esigenza di una definizione completa del Regolamento, tecnicamente e scientificamente comprovata, non può prescindere dalla direzione e dalla guida degli Uffici della Gestione del Verde della Città per arrivare alla successiva approvazione del Consiglio Comunale.

Si richiede dunque al Consiglio Comunale, agli Assessorati competenti di dare seguito alle proposte qui presentate ed in particolare di:

  • dare inizio al processo di revisione del Regolamento del Verde n.317 istituendo un tavolo di lavoro incaricato di aggiornare e rivedere detto regolamento, percorso al quale la Consulta Ambiente e Verde chiede di essere ammessa costantemente come parte attiva e propositiva;
  • attivare la Commissione Aree Verdi – CAV.

Consulta Ambiente Verde Città di Torino

Il Presidente

Piergiorgio Tenani

scarica il pdf:2025 mar 10 REG_TUTELA_VERDE_Osservazioni Audizione DEF_signed

 

Pagina aggiornata il 19/03/2025