Alla cortese attenzione di: Assessore Verde e Parchi: Ing. Francesco Tresso
Presidente del Consiglio Comunale: Dott.sa Maria Grazia Grippo
Presidente VI Commissione: Dott.ssa Amalia Santiangeli
Direttrice Ente Parco del Po: Dott.sa Emanuela Sarzotti
Divisione Verde, Parchi e Tutela Animali
p.c. Consigliere e Consiglieri Comunali
Torino, 26 luglio 2026
Oggetto: considerazioni in merito alla delibera 367/2026 del 5-7-2026 riguardante l’art. 45 del Regolamento del Verde Pubblico e Privato n. 317 della Città di Torino
La Consulta Ambiente e Verde, istituita alla fine del 2017 dal Consiglio Comunale, fin dal primo avvio dei suoi lavori ha fatto rilevare la necessità di aggiornare e rivedere il Regolamento del Verde Pubblico e Privato della Città di Torino, approvato ormai 20 anni or sono su impulso di una Delibera di Iniziativa Popolare, rivedendolo alla luce di successive normative e provvedimenti legislativi, apprezzandone i principi ispiratori e le norme che avevano portato alla sua stesura. In materia la Consulta ha presentato in questi anni numerose proposte di carattere collaborativo e costruttivo, anche alla luce di esperienze maturate negli anni dalle Associazioni Ambientaliste.
La Consulta, proprio ai sensi della sua Delibera istitutiva, “deve essere luogo di confronto e collaborazione tra Associazioni, Comitati, Enti, gruppi di cittadini, nonché “promuovere il dialogo tra i cittadini e l’Amministrazione Comunale … con la discussione di ogni programma di intervento sulla natura, sul territorio e sul patrimonio ambientale della città, e … promuovere la partecipazione dei cittadini”. Il tema della partecipazione purtroppo è stato uno dei più critici in molte recenti vicende, come evidenziato dalla citata Delibera di Iniziativa Popolare, e ha spinto tanti cittadini a sostenere la proposta di riformulare l’Art. 45.
La proposta di Delibera di Iniziativa Popolare di sostituzione dell’art. 45 del Regolamento, era effettivamente ispirata a principi più cautelativi in merito ai progetti di rinnovo e/o sostituzione delle grandi alberate cittadine, escludendone l’abbattimento. Pur non proponendo la revisione dell’intero Regolamento n. 317, essa andava a incidere su un tema critico, come emerso in questi ultimi anni dalle preoccupazioni e dalla forte sensibilità dei cittadini in merito a questo argomento. Pertanto la nostra Consulta espresse nello scorso 17 novembre 2025 parere favorevole in merito alla suddetta Proposta di Delibera, che veniva ad anticipare la necessità di rivedere il Regolamento quanto meno nella parte relativa alla tutela delle grandi alberate.
Come per altre proposte di Delibera di Iniziativa Popolare, è sempre facoltà del Consiglio quella di approvarle, rigettarle, modificarle con emendamenti, senza inficiarne i principi ispiratori. In questo caso il lungo intervallo trascorso tra la presentazione della Delibera e la sua recente approvazione dimostra la complessità della materia e la volontà di approfondirla da parte dei Consiglieri, con significativi emendamenti.
La riformulazione della proposta di delibera sulla modifica dell’art. 45, come emerge dal testo finale sulla base di vari emendamenti accoglie solo in forma marginale gli elementi sostanziali della proposta iniziale di delibera popolare. La versione finale del testo approvata, esclude progetti motivati da sole ragioni di convenienza tecnica ed economica, peraltro “in via ordinaria”, e cancella la prescrizione di non procedere al “rinnovo” di intere alberate. La combinazione dei punti 2 e 3 del comma 3 dell’art. 45 approvato in Consiglio permette una doppia interpretazione sulla possibilità di abbattere tutti gli alberi, compresi quelli comprovatamente non a rischio di schianto ma non di pregio o monumentali, sebbene non dica esplicitamente che solo quelli di pregio o monumentali saranno mantenuti. La loro valenza quali esemplari adulti di buone proporzioni, rappresenta sia una valenza paesaggistica sia di servizi ecosistemici che la presenza di sole piante giovani di piccole dimensioni per molti anni non offrirebbe
Ha tuttavia suscitato non poche perplessità il parere tecnico che riconduceva alla totale discrezionalità dell’Amministrazione la scelta di procedere al rinnovo o al rifacimento integrale di un’intera alberata, cosa che rischia di compromettere il coinvolgimento e il rapporto con i cittadini in tale materia, anche se il testo finale della Delibera è più aperto a tali aspetti.
La materia è complessa e richiederà approfondimenti per valutare lo stato di salute attuale delle grandi alberate cittadine e le loro necessità di integrazione, restauro e manutenzione, informandone i cittadini. Approfondimenti che andranno condotti in parallelo con una revisione complessiva del Regolamento del Verde.
A tal proposito sottolineiamo l’impegno contenuto nel testo finale della Delibera a procedere ad una revisione complessiva del Regolamento del Verde, adeguandolo alle normative approvate in materia dal Decreto Ministeriale del 2013 fino ad oggi. Va anche sottolineato che le Amministrazioni Comunali dovranno adeguare i loro Piani del Verde ed i loro Piani Regolatori ai principi e alle norme della Natural Restoration Law approvata dalla Comunità Europea nel 2024, la cui concreta attuazione è in capo al Governo italiano.
Mentre si parla da tempo della necessità impellente di promuovere vasti progetti di forestazione urbana, occorre anche prestare la massima attenzione alla gestione del patrimonio verde esistente, per sopperire all’emergenza climatica con vaste ondate di calore e periodi siccitosi che si alternano ad eventi calamitosi. Le scelte strategiche e le politiche urbanistiche devono fin da ora prevedere e prevenire tali eventi. Ciò richiede il massimo impegno sia per la gestione e la manutenzione del patrimonio verde esistente, sia per la sua implementazione.
Sollecitiamo quindi la costituzione in tempi certi di un Gruppo di Lavoro per la rivisitazione e l’aggiornamento del Regolamento del Verde Pubblico e Privato, che secondo la Delibera approvata dovrebbe avvenire contestualmente alla modifica dell’Art. 45 testé approvata.
Al contempo riteniamo indispensabile che, per dare concreta attuazione ai progetti di contrasto all’emergenza climatica e di forestazione urbana e per garantire la gestione e la manutenzione delle opere realizzate con le risorse del PNRR e del Fondo Complementare, l’Amministrazione dovrà dotarsi di strumenti adeguati, in base alla considerazione che la gestione del Verde rientra tra i servizi essenziali e “incomprimibili” per garantire il benessere e la salute dei cittadini: ciò vuol dire prevedere nuove risorse da iscrivere a bilancio e rafforzare gli organici del Servizio Gestione Verde per quanto riguarda la gestione, la manutenzione ordinaria e straordinaria e la progettazione dell’esistente e delle nuove opere.
Detto in termini elementari: non serve piantare nuovi alberi se non si hanno poi le risorse per mantenerli e neppure per bagnarli!
Per la Consulta Ambiente e Verde:
Oscar Brunasso Cattarello
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Pagina aggiornata il 31/07/2026
