Torino 6 ottobre 2026
Alla cortese attenzione di: Assessore Verde e Parchi: Ing. Francesco Tresso
Presidente del Consiglio Comunale: Dott.sa Maria Grazia Grippo
Presidente II Commissione: Dott. Antonio Ledda
Presidente V Commissione: Dott.ssa Lorenza Patriarca
Presidente VI Commissione: Dott.ssa Amalia Santiangeli
Divisione Verde, Parchi e Tutela Animali
p.c. Consigliere e Consiglieri Comunali
Oggetto: proposta di mozione PROP 23669/2026 predisposizione Piano di de-pavimentazione e de-impermeabilizzazione dei suoli urbani.
La proposta di mozione n. PROP 23669/2026 riguardante la predisposizione di un piano comunale di de-pavimentazione e de-impermeabilizzazione dei suoli urbani, ovvero un piano per ripristinare la permeabilità del suolo urbano, è un ulteriore atto che confidiamo fornisca “braccia e gambe” a una sequenza pluriennale di piani e programmi già approvati e a volte solo parzialmente applicati.
La de-impermeabilizzazione del suolo è già presente, con declinazioni diverse, in numerosi strumenti di pianificazione e regolazione della Città di Torino. Una lettura coordinata di questi strumenti mostra come il rapporto tra suolo, permeabilità, gestione delle acque, verde urbano e adattamento climatico sia ormai riconosciuto come un elemento della trasformazione della città.
Il Piano di Resilienza Climatica (2020) costituisce il riferimento più diretto. Nel capitolo “Come adattare la città”, all’interno della sezione 1. “Una città in equilibrio idrologico”, il Piano individua il verde e il suolo come una soluzione di lungo periodo per affrontare il nuovo regime delle precipitazioni. A pag. 56, il passaggio dedicato a “Il verde e il suolo soluzione a lungo respiro” prevede aree di drenaggio delle acque meteoriche applicabili a strade, piazze, marciapiedi e arredi urbani, oltre ai rain garden. Nella stessa pagina, il punto “Invarianza idraulica principio di ogni trasformazione” indica esplicitamente l’aumento della permeabilità attraverso interventi di de-impermeabilizzazione o utilizzo di materiali drenanti, nell’ambito delle aree in trasformazione e degli interventi di manutenzione. La de-impermeabilizzazione è quindi già qualificata dalla Città come una misura di adattamento climatico, con effetti sia sulla gestione delle precipitazioni sia sul raffrescamento urbano.
Il Piano Strategico dell’Infrastruttura Verde, approvato nel 2021, amplia questo approccio. Il Piano è articolato in dieci capitoli e sette allegati e utilizza, come principali strumenti analitici, il Greenprint, che considera quantitativamente e qualitativamente il sistema del verde, e la valutazione quantitativa ed economica dei servizi ecosistemici. Particolarmente rilevanti per questo tema sono le strategie relative alla diffusione dell’infrastruttura verde su tutto il territorio comunale per contrastare le vulnerabilità climatiche, alla biodiversità e alla destinazione di aree libere del patrimonio pubblico a finalità ambientali e sociali. Il Piano contiene inoltre uno specifico Allegato 6 sulle soluzioni di contrasto alle vulnerabilità climatiche e dedica l’ultimo capitolo alle strategie e agli indicatori di monitoraggio. Lo stesso atto di approvazione del Piano collega esplicitamente il PSIV al Piano di Resilienza Climatica, alla revisione del Piano Regolatore Generale PRG e alla DGC 6078/2019 sul consumo di suolo e le trasformazioni urbane.
Il Regolamento del Verde n. 317 contiene a sua volta un riferimento diretto al tema. Nell’articolo 2, relativo alle funzioni del verde, tra le funzioni di “difesa del suolo” viene ricompresa la “riduzione della superficie impermeabilizzata”, insieme al recupero dei terreni marginali e dismessi e alla riduzione dei tempi di deflusso e regolazione delle acque meteoriche. Nella premessa e nelle disposizioni generali il Regolamento riconosce inoltre alle componenti vegetali e al verde in pieno campo funzioni climatiche, ecologiche e di regolazione del ciclo dell’acqua.
Il tema della permeabilità compare anche nella disciplina specifica del verde connesso ai parcheggi. L’art. 63 del Regolamento prevede, per i parcheggi, una quota di superficie destinata a verde e specifiche condizioni per le superfici permeabili in corrispondenza delle alberature.
Sul versante del consumo di suolo, il riferimento è la Deliberazione di Giunta comunale 6078/2019, il cui Allegato Tecnico è intitolato “Consumo di Suolo e Trasformazioni Urbane: Obbiettivi di sostenibilità, riduzione degli impatti e compensazioni ambientali. Criteri e direttive agli uffici della Civica Amministrazione”. La delibera è utilizzata dalla Città nell’ambito delle procedure di VAS e prevede anche uno specifico foglio di calcolo degli impatti sul suolo. La DGC 6078/2019 non si limita a individuare criteri generali di sostenibilità, ma definisce obiettivi, criteri e direttive rivolti agli uffici dell’Amministrazione. A distanza di anni dalla sua approvazione, appare opportuno verificare quale sia stata la sua effettiva applicazione nelle diverse politiche e nei diversi interventi della Città, anche attraverso una rendicontazione degli interventi realizzati e delle modalità con cui i criteri previsti sono stati recepiti nella progettazione e nelle trasformazioni urbane.
La documentazione comunale sulle compensazioni richiama inoltre il principio secondo cui gli interventi compensativi devono essere, prioritariamente, omologhi rispetto alle componenti ambientali maggiormente interessate dagli impatti. Questo principio può essere rilevante nei ragionamenti sulla de-pavimentazione: è necessario utilizzare le compensazioni per restituire concretamente funzioni ecologiche analoghe a quelle perse, privilegiando, dove possibile, interventi sul suolo, sulla permeabilità e sul ciclo dell’acqua. Lo stesso principio dovrebbe essere verificato anche nell’ambito degli interventi realizzati attraverso programmi straordinari di investimento, affinché le risorse pubbliche disponibili siano utilizzate in modo coerente con gli indirizzi già assunti dalla Città e con l’applicazione di Nature-Based Solutions (NBS).
Anche il Piano Comunale di Protezione Civile mette a disposizione elementi conoscitivi utili a questa lettura. Nella cartografia territoriale sono presenti la Tavola IT_03 “Permeabilità prevalente”, quella relativa agli usi del suolo e le informazioni sulle reti idriche e fognarie; tra le mappe di rischio figura inoltre la Tavola 12 – “Analisi del rischio – Urban Stress Index”, relativa alle ondate di calore, oltre alla cartografia del rischio idraulico.
Il Piano di Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima PAESC, approvato nel 2023, consolida questo quadro all’interno della strategia climatica complessiva della Città. Le sue schede d’azione collegano esplicitamente l’infrastruttura verde alle strategie di contrasto agli eventi climatici intensi, alla gestione delle acque meteoriche e alla moderazione delle temperature; nelle azioni dedicate al verde vengono inoltre richiamati come piani di riferimento proprio il Piano di Resilienza Climatica e il Piano Strategico dell’Infrastruttura Verde.
A questo quadro si aggiunge la Mozione consiliare n. 52 del 10 novembre 2025, “Fermare il dissesto e ridurre il consumo di suolo per la salvaguardia del territorio”, che porta il tema del consumo di suolo e della tutela del territorio anche sul piano dell’indirizzo politico del Consiglio Comunale.
Infine, il nuovo Piano Regolatore Generale PRG rappresenta il passaggio oggi più rilevante per tradurre questi indirizzi in una disciplina urbanistica complessiva. Gli strumenti attuativi del nuovo Piano dovrebbero quindi essere guidati dal patrimonio di obiettivi e criteri già costruito dalla Città su consumo di suolo, infrastruttura verde, resilienza e permeabilità. In questa prospettiva, le Norme di attuazione e gli strumenti collegati al nuovo PRG dovrebbero rendere strutturali criteri relativi alla permeabilità dei suoli, alla gestione delle acque meteoriche, alla limitazione delle nuove impermeabilizzazioni, alle compensazioni e alla realizzazione di soluzioni basate sulla natura, evitando che tali principi restino affidati esclusivamente a indirizzi o linee guida.
La de-pavimentazione dovrebbe inoltre essere affrontata in una visione integrata con le politiche della mobilità, del verde e dello spazio pubblico. PRG, Piano Generale del Traffico Urbano PGTU e politiche della mobilità dovrebbero essere riletti e aggiornati in modo coordinato, così come le scelte relative alla localizzazione dei parcheggi, alla trasformazione delle sedi stradali, alla realizzazione di nuove urbanizzazioni e all’utilizzo temporaneo dello spazio pubblico. Anche la gestione dei grandi eventi dovrebbe essere ricondotta a criteri coerenti con gli obiettivi di tutela del suolo e adattamento climatico, individuando, ove possibile, aree e modalità di svolgimento che non comportino l’utilizzo ripetuto di superfici verdi o la loro compromissione prolungata.
Torino quindi non parte da zero. Il tema della permeabilità è già presente nella pianificazione climatica, nella strategia dell’infrastruttura verde, nel Regolamento del Verde, nella disciplina del consumo di suolo, nel sistema di protezione civile e nella strategia climatica del Piano di Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima. Negli ultimi anni la Città ha inoltre iniziato a tradurre questi indirizzi in interventi concreti. Gli obiettivi annuali dell’Amministrazione richiamano esplicitamente l’attuazione del Piano di Resilienza Climatica e del Piano dell’Infrastruttura Verde attraverso Nature-Based Solutions NBS, de-impermeabilizzazione delle superfici urbane, invarianza e attenuazione idraulica e valutazione dei servizi ecosistemici. Sono stati realizzati interventi su parcheggi, sedi del trasporto pubblico, corso Giulio Cesare, via Stradella e altre aree urbane, oltre alla rimozione di consistenti superfici asfaltate nell’ambito della riqualificazione del Valentino.
Il passaggio ancora da consolidare è quindi quello dalla presenza del principio nei diversi strumenti alla costruzione di una politica organica di depavimentazione della città esistente, con obiettivi, priorità territoriali, risorse e tempi verificabili.
Una politica di depavimentazione, tuttavia, non può essere rinviata alla disponibilità di nuovi e consistenti finanziamenti. Una parte rilevante del cambiamento può riguardare fin da subito il modo in cui la Città progetta, autorizza e realizza gli interventi sullo spazio pubblico. La mozione e gli atti che ne seguiranno dovrebbero quindi impegnare l’Amministrazione ad applicare criteri di permeabilità e di riduzione dell’impermeabilizzazione anche agli interventi ordinari e di manutenzione: dalla riqualificazione delle strade e dei parcheggi pubblici alla progettazione del verde, dalle nuove urbanizzazioni, ai Piani Esecutivi Convenzionati PEC, ai permessi di costruire, fino alla gestione e al recupero delle acque meteoriche.
Tra gli ambiti sui quali potrebbe essere avviata fin da subito una ricognizione rientrano, a esempio, i parcheggi pubblici e la sosta su aree oggi completamente asfaltate, in particolare lungo viali alberati, valutando dove tecnicamente possibile l’impiego di pavimentazioni permeabili e la restituzione al suolo di superfici oggi impermeabilizzate. Analogamente, occorre rafforzare le soluzioni per la raccolta, il rallentamento e il riuso delle acque meteoriche, anche attraverso sistemi di drenaggio urbano sostenibile e soluzioni basate sulla natura.
Accanto alle “buone pratiche” occorre però evitare “cattive pratiche” che producano nuove impermeabilizzazioni o compromettano nel tempo la funzionalità ecologica di aree verdi esistenti. Particolare attenzione dovrebbe essere posta alla realizzazione di nuove superfici pavimentate all’interno di aree verdi per impianti o strutture sportive, così come all’occupazione ripetuta di parchi e aree verdi per grandi eventi e strutture temporanee, quando tali utilizzi comportino la compromissione prolungata dei manti erbosi o impediscano la rigenerazione del suolo come avviene periodicamente in piazza d’Armi e al Parco Dora o al Valentino dove ancora oggi è visibile l’impronta dell’Eurovision Village del 2022. La coerenza tra obiettivi dichiarati e interventi effettivamente realizzati dovrebbe quindi diventare essa stessa oggetto di monitoraggio e rendicontazione.
Per la Consulta Verde e Ambiente risulta particolarmente significativo poter arrivare a contabilizzare annualmente non soltanto il nuovo consumo di suolo, ma anche le superfici impermeabili effettivamente eliminate, distinguendo il suolo realmente restituito alle proprie funzioni ecologiche dalle diverse soluzioni di drenaggio o dal verde realizzato su superfici artificiali. Significa inoltre utilizzare i dati già disponibili su permeabilità, rischio idraulico e ondate di calore per individuare le aree nelle quali la de-pavimentazione può produrre contemporaneamente maggiori benefici climatici, idrologici ed ecologici.
La stessa logica dovrebbe essere applicata alla verifica degli impegni già assunti dalla Città: oltre a misurare le nuove superfici de-pavimentate, sarebbe utile disporre periodicamente di una rendicontazione degli interventi realizzati, degli indirizzi applicati e delle eventuali criticità, così da poter verificare non soltanto quanto suolo sia stato restituito alla permeabilità, ma anche quanto le diverse politiche comunali siano effettivamente coerenti con gli obiettivi dichiarati.
La domanda per i prossimi mesi è soprattutto una questione di tempi. Tra oggi e maggio 2027 ci separano pochi mesi e una sola stagione autunno-invernale utile per programmare e avviare interventi che possano produrre effetti già prima delle prossime ondate di calore. Per questo la richiesta alla Città di Torino è molto concreta: cosa intende fare l’Amministrazione nei mesi che ci separano da maggio 2027, a prescindere dalla campagna elettorale?
Chiediamo di conoscere, in particolare:
- quali aree siano state individuate come prioritarie sulla base dei dati già disponibili su calore, permeabilità, rischio idraulico e dotazione di verde;
- quali interventi di de-impermeabilizzazione e riqualificazione dello spazio pubblico siano già programmati o programmabili entro la primavera 2027;
- quali risorse siano già disponibili e quali possano essere mobilitate nei prossimi mesi e quali obiettivi quantitativi di de-pavimentazione la Città intenda assumere per il 2027;
- quale sia il cronoprogramma concreto degli interventi che l’Amministrazione in carica intende decidere, finanziare e avviare prima della prossima stagione estiva;
- quali criteri l’Amministrazione intenda adottare fin da subito per garantire che i nuovi interventi sullo spazio pubblico, le nuove urbanizzazioni, gli interventi sul verde, i parcheggi e le trasformazioni temporanee legate ai grandi eventi non producano nuove impermeabilizzazioni o compromettano superfici verdi esistenti, anche in assenza di specifici programmi di finanziamento per la de-pavimentazione.
La domanda non riguarda quindi il programma della prossima Amministrazione, ma ciò che la Città può e intende fare adesso, con gli strumenti, i dati e le competenze che già possiede, non soltanto realizzando nuovi interventi di de-pavimentazione, ma soprattutto facendo della permeabilità del suolo, della gestione delle acque e della tutela delle superfici verdi un criterio ordinario delle proprie decisioni. È su questa capacità di tradurre gli indirizzi già assunti in scelte coerenti, verificabili e immediate che si misura la credibilità della politica di adattamento climatico della Città.
Torino 13 ottobre 2026
Per la Consulta Ambiente e Verde:
Oscar Brunasso Cattarello
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Pagina aggiornata il 15/10/2026
