{"id":455,"date":"2020-03-11T10:36:22","date_gmt":"2020-03-11T10:36:22","guid":{"rendered":"https:\/\/consulte.comune.torino.it\/ambienteverde\/?p=455"},"modified":"2021-10-01T10:57:30","modified_gmt":"2021-10-01T10:57:30","slug":"455","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/consulte.comune.torino.it\/ambienteverde\/2020\/03\/11\/455\/","title":{"rendered":"TAVOLO DI LAVORO \u201cGESTIONE E FRUIZIONE DEL FIUME PO NEL TRATTO CITTADINO\u201d"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: right\">Alla cortese attenzione<br \/>\nAssessora Mobilit\u00e0 Sostenibile e Infrastrutture Maria Lapietra<br \/>\nPc Assessore Ambiente Alberto Unia<br \/>\nPresidente VI Commissione Federico Mensio Comune di Torino<\/p>\n<p style=\"text-align: center\">Torino, 10 marzo 2020<br \/>\nOggetto: TAVOLO DI LAVORO \u201cGESTIONE E FRUIZIONE DEL FIUME PO NEL TRATTO CITTADINO\u201d.<br \/>\nContributi e osservazioni della Consulta Ambiente e Verde della Citt\u00e0 di Torino<\/p>\n<p>La Consulta Ambiente e Verde ha seguito con interesse attraverso alcuni suoi rappresentanti i due incontri che si sono svolti rispettivamente il 6 settembre e il 16 dicembre del 2019 sul tema sopraindicato, convocati dall\u2019Assessorato alla Viabilit\u00e0, Trasporti, Infrastrutture e Mobilit\u00e0 Sostenibile, e formula alcune considerazioni e proposte, di seguito riportate, in previsione del prossimo incontro che dovrebbe essere convocato nel mese di marzo, assicurando massima attenzione al seguito dei lavori.<\/p>\n<p><strong>Visione globale condivisa e pianificazione<\/strong><br \/>\nIn primo luogo occorre ricordare come una nuova attenzione per lo stato di salute del fiume Po nasca<br \/>\nda un forte movimento di opinione che ha coinvolto negli anni numerose associazioni, e ha portato<br \/>\ninfine alla sottoscrizione del \u201cManifesto per il Po\u201d, che ambisce ad invertire la crescente tendenza al<br \/>\ndegrado ambientale del maggior fiume italiano e dei suoi affluenti, con un bacino che si articola lungo<br \/>\nle maggiori aree urbane del Nord Italia, proponendo un Piano Strategico per il Po a cui tutti dovrebbero contribuire, dagli Enti territoriali competenti (Regioni e Comuni) ai gestori delle Aree Protette, comprendendo anche le associazioni portatrici di interessi diffusi, e tutti coloro che sono interessati al recupero ambientale di questa grande risorsa, la cui pianificazione fa capo all\u2019Autorit\u00e0 di Bacino e all\u2019Agenzia Interregionale per il Fiume Po.<br \/>\nUn progetto ambizioso che dovrebbe portare alla collaborazione di tutti i soggetti interessati (istituzioni, servizi, le varie realt\u00e0 che vivono il fiume nelle sue dimensioni), evitando la frammentazione delle competenze per costruire una visione di insieme, con proposte che valutino le varie esigenze da considerare in un approccio globale che tenga in debito conto i diversi livelli di complessit\u00e0 e peculiarit\u00e0 dell\u2019intero bacino idrogeologico che coinvolge la citt\u00e0, i vari affluenti, le diverse zone con le loro specificit\u00e0 e le presenze umane e non umane in un quadro che tuteli la vita del fiume, la salvaguardia degli aspetti naturali, la rinaturalizzazione, il mantenimento di un ambito paesaggistico di rilievo in un quadro architettonico \u2013 storico &#8211; ambientale \u2013 sociale &#8211; monumentale di pregio.<br \/>\nUn piano condiviso che tenga conto delle varie problematiche, degli interventi necessari ma anche delle<br \/>\naspettative e delle iniziative da promuovere e che costituisca una reale opportunit\u00e0 di progresso e<br \/>\nsostegno sociale ed economico per la Comunit\u00e0.<br \/>\nQuesto per recuperare il Po come parte integrante della vita della Citt\u00e0, ristabilire un maggior equilibrio tra gli aspetti naturali e la presenza antropica, salvaguardando gli aspetti ambientali e naturalistici di pregio che abbiamo in citt\u00e0, per riportare l\u2019attenzione alla salvaguardia del fiume mantenendo un EQUILIBRIO tra le varie esigenze, partendo dalla situazione di biodiversit\u00e0 che si \u00e8 creata, talvolta nonostante l&#8217;azione antropica, e considerando anche l\u2019area collinare sia per il continuum paesaggistico e ambientale sia per il contributo che offre ad un\u2019area di interesse internazionale (vedi il riconoscimento MAB \u2013 UNESCO)<br \/>\nIn ogni caso, riteniamo che l\u2019approccio al problema debba procedere in modo integrato, mettendo<br \/>\nassieme le diverse competenze, in primis quelle dell\u2019Ambiente, con un occhio al tema della qualit\u00e0 dei<br \/>\ncorpi idrici e alla tutela delle acque includendo i Servizi gi\u00e0 a disposizione delle Pubbliche<br \/>\nAmministrazioni tra cui il Servizio di Tutela Flora e Fauna della ex Provincia di Torino che proponiamo<br \/>\ndi coinvolgere.<br \/>\nLa Citt\u00e0 di Torino pu\u00f2 svolgere un ruolo importante, essendo il tratto torinese del Po parte<br \/>\nfondamentale del corso del fiume, che versa oltretutto in condizioni assai critiche, giacch\u00e9 il fiume \u00e8<br \/>\nstato sostanzialmente artificializzato e \u201cbacinizzato\u201d, con traverse a monte e a valle del tratto urbano, e la presenza dello sbarramento costituito dalla Diga Michelotti, importante per la fruizione turistica e sportiva ma al contempo fattore di incremento della sedimentazione del limo in alveo.<br \/>\nLa Citt\u00e0 di Torino approv\u00f2, alla fine del 1993, il progetto \u201cTorino Citt\u00e0 d\u2019Acque\u201d, che proponeva la<br \/>\nformazione di una serie di \u201cparchi lineari\u201d lungo le sponde dei fiumi cittadini, collegando quelli gi\u00e0<br \/>\nesistenti, e realizzandone altri che costituissero un vero \u201csistema\u201d, incrementando la fruibilit\u00e0<br \/>\nciclopedonale delle sponde fluviali anche in tratti sottoposti a forte degrado e occupazioni sovente<br \/>\nabusive di aree demaniali o addirittura di porzioni di alveo.<br \/>\nIl Piano d\u2019Area del Sistema delle Aree Protette delle Fasce Fluviali del Po individuava due grandi aree di rilevante valenza naturalistica, il Parco delle Vallere a Sud e l\u2019area della Confluenza a Nord, con i parchi della Colletta e soprattutto quello del Meisino, evidenziando anche la criticit\u00e0 del tratto pi\u00f9 tipicamente urbano del Po a Torino, per il quale si proponevano (ove possibile) interventi di rinaturalizzazione delle sponde.<br \/>\nConsiderando anche che il Po rappresenta comunque un sistema fragile, non in sicurezza, la cui qualit\u00e0<br \/>\ndelle acque ed il loro uso andrebbero migliorate, garantendo ovunque fruibilit\u00e0 e decoro minimo, oggi,<br \/>\npotremmo cogliere questa occasione, a distanza di 25 anni dall\u2019approvazione del Piano Regolatore, per<br \/>\ndare priorit\u00e0 alla verifica dello stato di attuazione del progetto \u201cTorino Citt\u00e0 d\u2019Acque\u201d, individuando i segmenti ancora mancanti, necessari a stabilire la continuit\u00e0 dei percorsi di collegamento e valutando al contempo le criticit\u00e0 e i dissesti di carattere idrogeologico evidenziati dalle piene del Po a partire dal 1994 per arrivare a quella del novembre 2019.<br \/>\nSoprattutto la grande piena dell\u2019ottobre del 2000 ha evidenziato i tratti pi\u00f9 critici dell\u2019asta fluviale del Po e dei suoi affluenti.<br \/>\nLa finanziabilit\u00e0 della progettazione deve poter garantire non solo la realizzazione di eventuali interventi straordinari e la loro ovvia sostenibilit\u00e0 dal punto di vista idrogeologico, ecologico ed ambientale, la compatibilit\u00e0 dell\u2019eventuale ripresa della navigazione turistica nel rispetto delle attivit\u00e0 sviluppate sul fiume dalle associazioni, ma anche e soprattutto le risorse per la manutenzione ordinaria che va mantenuta costante.<br \/>\nTutto questo richiede inoltre una costante vigilanza e il mantenimento di una pronta capacit\u00e0 di<br \/>\nintervento per la quale \u00e8 fondamentale un costante coinvolgimento delle societ\u00e0 remiere.<br \/>\nVisto il perdurare della carenza di risorse, come il recente passato insegna, risulta quindi fondamentale impostare le azioni nella sicurezza di poter garantire una corretta e costante gestione; per tutti, portiamo ad esempio la situazione degli attracchi nel tratto verso Moncalieri, resi inutilizzabili dalle alluvioni e dalla mancanza di manutenzione anche in riferimento all&#8217;alveo del fiume e mai di fatto ripristinati.<br \/>\nPertanto occorre costruire una modalit\u00e0 di collaborazione e raccordo sul territorio che riesca a fare<br \/>\nsistema per indirizzare e coordinare gli sforzi ed individuare e convogliare finanziamenti ed investimenti per la realizzazione del piano complessivo; fondamentale in questo l\u2019azione di raccordo<br \/>\ndell\u2019Amministrazione Comunale.<\/p>\n<p><strong>Navigabilit\u00e0 sul PO, infrastrutture, manutenzione e salvaguardia ambientale<\/strong><br \/>\nIn questi anni si \u00e8 posto pi\u00f9 volte il tema della \u201cnavigabilit\u00e0\u201d del Po nel tratto urbano di Torino, tema complesso e di non facile soluzione per un suo ipotetico prolungamento a valle fino all\u2019area della<br \/>\nConfluenza Po-Dora-Stura, dove \u00e8 insita una riserva naturale di grande valore, e a monte verso<br \/>\nMoncalieri ove gi\u00e0 esiste un attracco per i battelli fluviali in lungo Po Abellonio.<br \/>\nNella passata amministrazione si tent\u00f2 di legare il tema della navigabilit\u00e0 a quello della costruzione di un impianto idroelettrico in corrispondenza della Diga Michelotti, ambientalmente assai problematico, che avrebbe comportato un rilevante ed invasivo intervento in alveo a valle della Diga, per arrivare fino a Sassi.<br \/>\nLa questione vera da affrontare per\u00f2, \u00e8 quella della compatibilit\u00e0 ambientale di tali progetti di<br \/>\nnavigabilit\u00e0, unitamente a quello della difficile gestione di un sistema cos\u00ec complesso, che rischia di<br \/>\ntrasformare il Po in un \u201ccanale navigabile ma artificiale\u201d con impatti irreversibili sulla biodiversit\u00e0 e sull\u2019avifauna che ha ripreso possesso, anche in maniera stabile, di alcune zone del fiume.<br \/>\nDa una parte non \u00e8 auspicabile che il corso del Po a Torino venga ulteriormente artificializzato con altre difese spondali, compromettendo le aree di interesse naturalistico, divenute zone di rifugio e di<br \/>\nnidificazione dell\u2019avifauna; d\u2019altro canto non \u00e8 pensabile di ripetere gli errori del passato, allorch\u00e9<br \/>\nvent\u2019anni or sono vennero onerosamente costruiti con un finanziamento regionale gli attracchi per i<br \/>\nbattelli fluviali dai Murazzi alle Vallere, lasciati poi in pietoso stato di abbandono dopo le prime alluvioni per mancanza di risorse manutentive e per scelte sbagliate nella tipologia dei battelli fluviali utilizzati.<br \/>\nLa decisione di lasciare in capo a GTT la gestione del sistema di navigazione turistica sul Po non prendeva in considerazione le caratteristiche del fiume, sempre pi\u00f9 soggetto a lunghi periodi di magra in inverno e in estate, alternati con eventi alluvionali improvvisi e in alcuni casi disastrosi, con un\u2019utenza limitata a pochi mesi all\u2019anno e interferenze anche con la fruizione sportiva del fiume.<br \/>\nAffrontare oggi il tema della \u201cnavigabilit\u00e0\u201d del Po a Torino, questione che si ripresenta quasi<br \/>\nciclicamente da vent\u2019anni a questa parte, ripropone come gi\u00e0 detto due temi di fondo: la compatibilit\u00e0<br \/>\nambientale di ogni progetto di questo tipo, che andrebbe a incidere sulle gi\u00e0 ridotte aree di \u201cnaturalit\u00e0\u201d del Po a Torino, e la sua futura gestione.<br \/>\nNon \u00e8 pi\u00f9 ipotizzabile pensare al tema della \u201cnavigabilit\u00e0\u201d in un\u2019ottica di carattere soprattutto<br \/>\ninfrastrutturale, dove in ogni caso va incoraggiato il recupero dell\u2019esistente piuttosto che nuove<br \/>\nrealizzazioni, senza porsi anche il problema dei costi di gestione di un siffatto progetto.<br \/>\nUn eventuale \u201csoggetto gestore\u201d dovrebbe infatti farsi carico dei pesanti oneri manutentivi sia degli<br \/>\nattracchi fluviali per i battelli, difficilmente riutilizzabili per una navigazione auspicabilmente pi\u00f9<br \/>\n\u201cleggera\u201d, sia soprattutto degli interventi per la manutenzione dell\u2019alveo, all\u2019interno del quale si<br \/>\ndovrebbe realizzare una sorta di \u201ccanale navigabile\u201d che andrebbe sempre essere mantenuto libero, sia<br \/>\ndai depositi provenienti dal fiume a monte di Torino, sia dalle deiezioni dei rii collinari (come il rio Sappone).<br \/>\nNaturalmente il tema dovrebbe oggi ampliarsi anche alla tipologia di battelli da adibire alla navigazione turistica e alla loro alimentazione, dando la preferenza a battelli \u201ca chiglia piatta\u201d o comunque di limitatissimo pescaggio, e a bassissimo impatto (tipo full electrics con centraline fotovoltaiche per la ricarica).<br \/>\nOccorre inoltre avere consapevolezza che i punti di ricarica dovrebbero avere una distribuzione<br \/>\ncostante lungo il corso del fiume: questo comporta problematiche tecniche di non semplice soluzione.<br \/>\nInoltre sarebbe necessario valutarne tutti gli aspetti, come il cambiamento delle norme sulla<br \/>\nnavigazione fluviale ora in vigore, il problema della sicurezza, e l&#8217;eventuale conflitto con la pratica<br \/>\nsportiva.<br \/>\nVisto le passate esperienze, particolare attenzione va prestata al loro ricovero soprattutto in<br \/>\ncorrispondenza di piene di particolare entit\u00e0 senza per\u00f2 ipotizzare interventi &#8220;strutturalmente pesanti&#8221; per il rimessaggio dei battelli.<br \/>\nSottolineiamo che non \u00e8 sufficiente attingere ad eventuali finanziamenti statali o regionali se poi i costi di gestione diventano insostenibili per un\u2019amministrazione locale o per una societ\u00e0 partecipata,<br \/>\nripetendo esperienze negative.<br \/>\nBasta constatare oggi la scarsit\u00e0 di risorse per la manutenzione ordinaria del fiume e per la rimozione<br \/>\ndei detriti dopo ogni piena del fiume in corrispondenza dei ponti torinesi, nonch\u00e9 per i tempi per la<br \/>\nrimozione del limo depositato sui percorsi ciclopedonali lungo le sponde, e le complicazioni delle<br \/>\nprocedure legate agli appalti.<br \/>\nI lunghi periodi di magra del fiume impediscono poi per mesi la navigazione fluviale a fini turistici,<br \/>\nriducendone l\u2019esercizio a pochi mesi all\u2019anno. La stessa rimozione dei rifiuti dalle sponde fluviali o gli interventi per contenere specie vegetali invasive sono interventi che dovrebbero diventare periodici e non occasionali.<br \/>\nRiteniamo inoltre che il tutto vada analizzato all\u2019interno di un Piano che dovrebbe coinvolgere anche gli aspetti legati alla mobilit\u00e0 sostenibile, che comprenda la navigabilit\u00e0 in connessione con gli altri tipi di mobilit\u00e0 cittadina, trasporto pubblico e privato, mobilit\u00e0 ciclabile e pedonale, le modalit\u00e0 di fruizione e la tipologia dei natanti che dovranno avere caratteristiche coerenti con la situazione del fiume Po, con attenzione alle peculiarit\u00e0 naturalistiche da mantenere, per il valore che hanno per la Citt\u00e0 e per l\u2019ambiente; un piano redatto senza contrapposizioni pregiudiziali, in una visione complessiva e condivisa con tutte le realt\u00e0 particolarmente attive e partecipanti alla vita del fiume, istituzionali e sociali, non ultimo GTT.<\/p>\n<p><strong>Prime Proposte operative<\/strong><br \/>\nDi fronte alla complessit\u00e0 e onerosit\u00e0 di interventi infrastrutturali rivolti alla navigabilit\u00e0 turistica, riteniamo che sarebbe pi\u00f9 opportuno puntare su alcune scelte pi\u00f9 sostenibili e praticabili in tempi brevi:<br \/>\n1. Incremento e sostegno alle attivit\u00e0 di canottaggio presenti sul fiume, che storicamente<br \/>\nconnotano e animano il panorama del fiume urbano, con gare di livello internazionale che<br \/>\noffrono anche consistenti ricadute turistiche, e praticano l\u2019avviamento dei giovani allo sport.<br \/>\n2. Promozione del noleggio di barche da diporto, un tempo presenti ai Murazzi e al Valentino,<br \/>\nlegando tale attivit\u00e0 a quelle gi\u00e0 esistenti rivolte alla somministrazione. In particolare ai Murazzi,<br \/>\nprimo affaccio sul fiume dei flussi turistici, spicca oggi l\u2019assenza di qualsiasi possibilit\u00e0 di utilizzo di imbarcazioni da diporto.<br \/>\n3. Fermo restando che in alveo gli interventi pi\u00f9 \u201ccorposi\u201d devono essere gestiti da A.I.P.O., in<br \/>\nparticolare per la rimozione di tronchi e alberi pericolanti, occorre che la Citt\u00e0 abbia tra le sue<br \/>\npriorit\u00e0, con mezzi tecnici adeguati, la manutenzione ordinaria del fiume, sia per quanto riguarda<br \/>\nla rimozione dei rifiuti sia per quanto riguarda la pulizia delle sponde dopo ogni piena,<br \/>\neventualmente creando un servizio apposito a ci\u00f2 dedicato all\u2019interno del Comune, coinvolgendo<br \/>\nle competenze tecniche dei settori facenti capo a Ponti Canali e Alvei Fluviali, Area Verde,<br \/>\nAmbiente, tenendo in debito conto la salvaguardia degli aspetti di naturalit\u00e0:<br \/>\na. il fiume ha una funzione fondamentale che \u00e8 la autodepurazione; occorre quindi che le<br \/>\n\u201cperiodiche pulizie\u201d, per esempio per eliminare rifiuti e residui portati dalle piene<br \/>\npresso i ponti, vengano fatte con attenzione e competenza per non eliminare, insieme<br \/>\nai rifiuti, anche la flora naturale (vedi la vegetazione perifluviale primaria) che, oltrech\u00e9<br \/>\nindispensabile per l&#8217;avifauna, ottempera a questa funzione e non va eliminata per<br \/>\nevitare il rischio di creare un \u201cbuon canale navigabile\u201d ma con una scarsa qualit\u00e0<br \/>\nambientale;<br \/>\nb. si sottolinea l\u2019importanza della scala di risalita per i pesci in sponda sinistra in<br \/>\ncorrispondenza della traversa Michelotti; la scala \u00e8 stata costruita in collaborazione con<br \/>\nil Servizio Flora Fauna dell\u2019ex Provincia di Torino; occorre rispettarne e valorizzarne la<br \/>\nfunzione ecologica che permette il continuum fluviale grazie alla \u201ccircolazione\u201d<br \/>\ndell\u2019ittiofauna; continuum che andrebbe studiato con metodiche di valutazione della<br \/>\nrisalita, ed utilizzato per comprendere meglio lo stato di salute del fiume per<br \/>\nindividuare scientificamente le pressioni alle quali il fiume \u00e8 sottoposto;<br \/>\nc. la protezione della fauna acquatica autoctona (trota marmorata, cavedano, vairone)<br \/>\nche, pur depauperata da una qualit\u00e0 delle acque scadente e dalle specie alloctone,<br \/>\ncontinua a sopravvivere dandoci un esempio di resilienza e deve essere aiutata con il<br \/>\nmantenimento del deflusso minimo vitale biologico.<br \/>\n4. Attenzione per gli aspetti legati all&#8217;avifauna e alla tutela dell&#8217;ambiente naturale; la &#8220;valorizzazione territoriale&#8221; deve collocarsi entro questi criteri di tutela:<br \/>\na. la rilevanza degli aspetti di salvaguardia e conservazione, riferiti in particolare alla<br \/>\npresenza di uccelli, soprattutto anatidi svernanti, con particolare riferimento alla zona<br \/>\ndel Meisino, confluenza del Po con la Dora Riparia e il tratto a valle della Diga del<br \/>\nPascolo, oltre al tratto terminale dello Stura di Lanzo, prima della sua confluenza nel<br \/>\nPo, area designata come Zona di Protezione Speciale ai sensi della Direttiva Uccelli<br \/>\n2009\/147\/CE (ex-79\/409\/CEE), con la denominazione di \u201cMeisino\u201d (IT1110070-<br \/>\nConfluenza Po-Stura di Lanzo), oltre che Riserva Naturale a gestione regionale, facente<br \/>\nparte del sistema delle aree protette della fascia fluviale del Po<br \/>\nb. La presenza di una notevole quantit\u00e0 e variet\u00e0 di specie \u00e8 legata a molteplici fattori, di<br \/>\ntipo geografico, morfologico e idrologico; ma uno dei principali \u00e8 riconducibile alla<br \/>\nrelativa tranquillit\u00e0 e protezione dell\u2019area, in quanto in un contesto urbanizzato<br \/>\nvengono a mancare attivit\u00e0 di disturbo e di minaccia diretta che possono presentarsi in<br \/>\naltri contesti. E\u2019 quindi in tale ottica che ogni intervento che vada a minacciare la<br \/>\nrelativa tranquillit\u00e0 e non perturbabilit\u00e0 del tratto fluviale va considerato; la naturale<br \/>\ndifficolt\u00e0 alla navigazione determinata dalla presenza di sbarramenti e dalla morfologia<br \/>\ndel fondale, a valle dei Murazzi del Po, \u00e8 stata e continua ad essere la principale<br \/>\ngaranzia per la tutela del sito; ogni intervento che vada in direzione diversa sar\u00e0 causa<br \/>\ndi alterazione di tale equilibrio e come tale dannoso per la conservazione naturalistica<br \/>\ndel tratto fluviale. E\u2019 quindi fondamentale un percorso che casomai porti alla<br \/>\nvalorizzazione degli aspetti naturalistici, ai fini della divulgazione e fruizione della<br \/>\nbiodiversit\u00e0, e non a utilizzi che pi\u00f9 classicamente possono essere riservati ad altri tratti<br \/>\ndei corsi d\u2019acqua urbani, che non presentino tali peculiarit\u00e0.<br \/>\n5. Nel marzo del 2015, il Parco del Po e la Collina di Torino sono stati dichiarati \u201cRiserva di Biosfera Italiana Unesco\u201d; i motivi alla base di questo riconoscimento sono molteplici e comprendono la<br \/>\ngrande biodiversit\u00e0 della zona, la ricchezza di acque, le colline coese e ricche di boschi ed un<br \/>\nnumero sempre crescente di esemplari di flora e fauna.<br \/>\nOccorre mantenere elevati questi standard per continuare a mantenere questo importante<br \/>\nriconoscimento; ogni 10 anni verr\u00e0 infatti richiesto dall\u2019Unesco un report di verifica per certificare<br \/>\nil rispetto degli standard necessari.<br \/>\nChiediamo quindi al Comune di Torino quali azioni intende intraprendere per consolidare il<br \/>\nriconoscimento MAB Unesco.<br \/>\n6. Gestione degli eventi critici \/ emergenze: si sottolinea l\u2019importanza che le societ\u00e0 remiere siano<br \/>\nconsiderate elementi di presenza e controllo, con capacit\u00e0 di intervento per l&#8217;area fluviale in<br \/>\noccasione di eventi critici che ormai si ripetono con cadenze ravvicinate tanto da farle rientrare<br \/>\nin una situazione di \u201cordinariet\u00e0\u201d.<br \/>\n7. Individuazione dei punti problematici che ostacolano l\u2019avanzamento del progetto Ven-To,<br \/>\nmirante a recuperare la piena percorribilit\u00e0 ciclabile delle sponde fluviali, laddove oggi persistono<br \/>\n\u201cbuchi neri\u201d come la sponda destra tra il confine con Moncalieri e il quartiere del Pilonetto, anche<br \/>\na seguito dell\u2019alluvione del 2016, mentre il percorso \u00e8 costretto a spostarsi sulla sede viabile di<br \/>\ncorso Moncalieri. Tra gli altri, vanno ricordati anche i sotto attraversamenti di alcuni ponti.<br \/>\n8. Occorre poi prestare la massima attenzione alle tante forme di \u201curbanizzazione strisciante\u201d delle<br \/>\nsponde, ove sussistono impianti sportivi e concessioni rilasciate dal Comune, che purtroppo \u00e8<br \/>\nproseguita anche dopo l\u2019approvazione definitiva del vigente Piano Regolatore, e vigilare sulle<br \/>\noccupazioni talvolta abusive di aree demaniali.<br \/>\n9. Proponiamo, come effetto \u201ccollaterale\u201d rispetto a questo contesto, di intervenire con<br \/>\naccorgimenti edilizi progettuali, da prevedere nel Regolamento Edilizio, come effettuato nei<br \/>\ncomuni di Belluno e Bolzano, dove, ad esempio, i garage vengono provvisti di chiusura ermetica<br \/>\nper ridurre i danni alluvionali.<br \/>\n10. Coerentemente con le indicazioni del Piano d\u2019Area del Sistema delle Aree Protette della Fascia<br \/>\nFluviale del Po a Torino occorre valorizzare e completare il Parco del Meisino, nel quale si indicava<br \/>\ncome priorit\u00e0 la realizzazione di un \u201ccentro didattico e di educazione ambientale\u201d presso la<br \/>\ncascina Malpensata, quale nucleo di riferimento di una rete di percorsi e di aree attrezzate per<br \/>\nl\u2019osservazione scientifica e naturalistica. La cascina Malpensata (ex-Galoppatoio del Meisino)<br \/>\npotrebbe diventare un punto di riferimento anche per il progetto \u201cVen-To\u201d, nel rispetto dei valori<br \/>\nnaturalistici di tutta l\u2019area della Confluenza e la loro conoscenza.<br \/>\n11. Occorre agire per migliorare la consapevolezza e la formazione della cittadinanza, che va aiutata<br \/>\na migliorare conoscenza, attenzione e comportamenti virtuosi e coscienti.<br \/>\nL\u2019attivit\u00e0 educativa, rivolta con particolare attenzione alle scuole, ma anche a tutta la<br \/>\npopolazione, non deve rimanere un\u2019azione di contorno ma deve trovare una dimensione<br \/>\nconcreta e rilevante all\u2019interno della visione complessiva:<br \/>\na. Gli aspetti educativi legati al fiume possono trovare una immediata risposta all\u2019interno del Patto<br \/>\ndi Collaborazione \u201cAMBIENTE &#8211; La cultura del cambiamento\u201d, che prender\u00e0 l\u2019avvio nei prossimi<br \/>\ngiorni, e che vede gi\u00e0 coinvolti gli Assessorati Istruzione, Ambiente e Pari Opportunit\u00e0 della<br \/>\nCitt\u00e0, e pu\u00f2 fornire un supporto sia per l\u2019educazione ambientale sia per l\u2019informazione e la<br \/>\ncomunicazione relativa alle progettualit\u00e0 legate al fiume e alla sua fruizione.<br \/>\nb. Promuovere la formazione alla percezione del rischio e alla convivenza con il fiume costruendo<br \/>\nnei cittadini capacit\u00e0 resilienti che permettano di affrontare le conseguenze della \u201ccostrizione<br \/>\nantropica\u201d che il fiume deve subire.<br \/>\n12. La comunicazione \u00e8 una azione da sviluppare in maniera strutturata; il patrimonio naturale deve<br \/>\nessere considerato e percepito come elemento fondamentale per il futuro dell\u2019umanit\u00e0;<br \/>\nconsiderato il livello culturale generale, occorre lavorare verso una sorta di &#8220;rieducazione&#8221;,<br \/>\nrealizzando e mantenendo costante una campagna di informazione\/formazione anche creando<br \/>\npunti di riferimento permanenti sul percorso del fiume.<br \/>\nIn questo la Scuola e le Associazioni possono svolgere un ruolo di estrema rilevanza.<br \/>\n13. la fruizione del fiume e delle sue aree circostanti, sponde in primis, \u00e8 il tema che pu\u00f2 riunire le<br \/>\nvarie questioni: deve essere indirizzata verso forme che sappiano conciliare lo sport, un turismo<br \/>\nresponsabile, una mobilit\u00e0 sostenibile, la salvaguardia delle valenze naturalistiche ed ambientali,<br \/>\nla possibilit\u00e0 di \u201cvivere\u201d la riscoperta del fiume offrendo ai cittadini spazi di piacere e serenit\u00e0;<br \/>\nper questo \u00e8 indispensabile individuare modalit\u00e0 che prevedano forme partecipate e condivise<br \/>\ndi gestione che coinvolgano tutti gli stakeholders interessati stimolando alla riflessione comune<br \/>\nanche il mondo commerciale e della ristorazione.<br \/>\n14. Ultimo, ma non meno importante, la riqualificazione morfologica del fiume: forse \u00e8 il caso di<br \/>\nriflettere sull\u2019approccio sistemico legato alle emergenze climatiche ormai ricorrenti, ad oggi<br \/>\naffrontate esclusivamente in termini di manutenzione ordinaria e straordinaria con interventi di<br \/>\ncarattere idraulico, e ripensare a come rioffrire spazi, che erano suoi, al fiume per evitare di<br \/>\nrincorrere i danni con azioni di ripristino, cercando invece di intervenire morfologicamente in<br \/>\nalcune zone; ci\u00f2 abbatterebbe le spese di manutenzione costante cercando altres\u00ec di intervenire<br \/>\nsulle cause ridando vitalit\u00e0 al fiume.<\/p>\n<p>CONSULTA COMUNALE PER L\u2019AMBIENTE E IL VERDE<br \/>\nIl Presidente Emilio Soave<br \/>\nIl Vice Presidente Piergiorgio Tenani<\/p>\n<p>scarica il pdf<br \/>\n<a href=\"https:\/\/consulte.comune.torino.it\/ambienteverde\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2021\/10\/Po_TAVOLO-DI-LAVORO_Osservazioni-Consulta_FIN.pdf\">Po_TAVOLO DI LAVORO_Osservazioni Consulta_FIN<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alla cortese attenzione Assessora Mobilit\u00e0 Sostenibile e Infrastrutture Maria Lapietra Pc Assessore Ambiente Alberto Unia Presidente VI Commissione Federico Mensio Comune di Torino Torino, 10 marzo 2020 Oggetto: TAVOLO DI LAVORO \u201cGESTIONE E FRUIZIONE DEL FIUME PO NEL TRATTO CITTADINO\u201d. Contributi e osservazioni della Consulta Ambiente e Verde della Citt\u00e0 di Torino La Consulta Ambiente [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[35],"class_list":["post-455","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-proposte","tag-fiume-po"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/consulte.comune.torino.it\/ambienteverde\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/455","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/consulte.comune.torino.it\/ambienteverde\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/consulte.comune.torino.it\/ambienteverde\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/consulte.comune.torino.it\/ambienteverde\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/consulte.comune.torino.it\/ambienteverde\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=455"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/consulte.comune.torino.it\/ambienteverde\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/455\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":462,"href":"https:\/\/consulte.comune.torino.it\/ambienteverde\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/455\/revisions\/462"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/consulte.comune.torino.it\/ambienteverde\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=455"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/consulte.comune.torino.it\/ambienteverde\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=455"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/consulte.comune.torino.it\/ambienteverde\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=455"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}