{"id":472,"date":"2021-12-02T16:22:10","date_gmt":"2021-12-02T16:22:10","guid":{"rendered":"https:\/\/consulte.comune.torino.it\/ambienteverde\/?p=472"},"modified":"2021-12-28T16:33:36","modified_gmt":"2021-12-28T16:33:36","slug":"parco-del-meisino-ex-galoppatoio-militare-quale-futuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/consulte.comune.torino.it\/ambienteverde\/2021\/12\/02\/parco-del-meisino-ex-galoppatoio-militare-quale-futuro\/","title":{"rendered":"Parco del Meisino &#8211; Ex galoppatoio Militare Quale futuro?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: right\">Alla cortese attenzione<br \/>\nAssessora Ambiente, Ing. Chiara Foglietta<br \/>\nAssessore ai Parchi, Ing. Francesco Tresso<\/p>\n<p style=\"text-align: right\">Citt\u00e0 di Torino<\/p>\n<p style=\"text-align: right\">Presidente Dott. Luca Deri<br \/>\nCoordinatrice VI Commissione Dott.ssa Marta Sara INI&#8217;<\/p>\n<p style=\"text-align: right\">Circoscrizione 7<\/p>\n<p style=\"text-align: right\">Presidente, Dott. Roberto Saini<br \/>\nDirettore, Dott. Daniele Piazza<br \/>\nEnte di Gestione Aree Protette del Po Torinese<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Torino, 1 dicembre 2021<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Oggetto: PARCO DEL MEISINO &#8211; EX GALOPPATOIO MILITARE \u2013 quale futuro?<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">L\u2019area che insiste sull&#8217;ex galoppatoio militare Dardi, gi\u00e0 Poligono militare del Meisino, riveste grande rilevanza sul piano ambientale\/storico\/sociale della vita del parco del Po, viene ritenuta di estrema importanza per la Citt\u00e0 e sta molto a cuore alla popolazione, alle Associazioni Ambientaliste e ai gruppi di cittadini attivi sul territorio.<br \/>\nSi tratta come \u00e8 ben noto di una Zona a Protezione Speciale designata nel 1997 ai sensi della Direttiva Uccelli 2009\/147\/CE (ex-79\/409\/CEE), con la denominazione di \u201cMeisino\u201d (IT1110070-Confluenza Po-Stura di Lanzo), e inclusa tra i siti facente parte di rete Natura2000, e Riserva Naturale Regionale (Riserva Naturale Speciale del Meisino e dell&#8217;isolone di Bertolla), \u00e8 inserita nel Parco del Po Torinese, si trova in \u201cfascia b\u201d di esondazione (non si pu\u00f2 costruire) e nella fascia di vegetazione ripariale permangono tratti di habitat protetti ai sensi della Direttiva Habitat 92\/43\/CEE.<br \/>\nPertanto diviene indispensabile mantenerne la vocazione naturalistica, acquisita nel tempo anche grazie al suo &#8220;isolamento&#8221; che, insieme agli altri vincoli paesaggistici, ne determina le azioni che possono svilupparsi al suo interno, salvaguardando in primis le valenze naturalistiche, estremamente rare in un contesto urbano, che vanno preservate e protette sia in termini di gestione forestale e naturale sia in termini di fruizione (area spondale e zona umida in particolare)<br \/>\nL&#8217;ex Galoppatoio offre alla Citt\u00e0 una grande opportunit\u00e0 culturale e di valorizzazione naturalistica e turistica, si inserisce nella rete di parchi fluviali e collinari di grande qualit\u00e0 che hanno anche meritato un autorevole riconoscimento dall&#8217;UNESCO (MaB \u2013 Riserva CollinaPo) e sono massicciamente fruiti dai torinesi.<br \/>\nIl modello per l&#8217;area va proposto in funzione della salvaguardia del bene e nel rispetto della vocazione e peculiarit\u00e0 delle varie zone che la compongono: occorre perseguire l&#8217;obiettivo di un ripristino armonico con tecniche di ingegneria naturalistica, che devono essere indirizzati al minimo impatto possibile tenendo in conto le eccellenze naturalistiche, estremamente rare in un contesto urbano, che vanno preservate e protette, la messa in sicurezza, la naturale funzione di bacino di espansione a difesa dell&#8217;abitato di Borgata Rosa in caso di esondazione (come avvenuto negli anni scorsi), la fruibilit\u00e0 e accessibilit\u00e0, i servizi di cui dotare l&#8217;area, gli aspetti gestionali ed economici, in quanto i problemi di gestione finale del bene spesso vengono &#8220;dimenticati&#8221; e non inseriti nella fase di progetto mentre occorre prendere in seria considerazione le modalit\u00e0 di gestione futura nello sviluppo del progetto.<br \/>\nSottolineiamo come le Associazioni, i Comitati spontanei, la stessa Consulta, abbiano pi\u00f9 volte proposto un modello per l&#8217;area in funzione della salvaguardia del bene.<br \/>\nSchematicamente, la proposta emersa \u00e8 quella di individuare tre zone, una a fruizione libera, un\u2019altra a fruizione controllata, ed infine una terza sottoposta a vincoli di salvaguardia molto rigorosi frequentabile sono per studio e didattica.<br \/>\nNon possiamo quindi che condividere le espressioni che sono state pi\u00f9 volte ripetute in Consiglio Comunale, in diverse Commissioni Consiliari, in Circoscrizione7 e che potremmo sintetizzare prendendo a prestito la formulazione della Circoscrizione 7 riferita all\u2019ex galoppatoio e a tutta l&#8217;area spondale: \u201c\u2026 la Citt\u00e0 pu\u00f2 fare di pi\u00f9 e deve utilizzare l&#8217;ex Galoppatoio, \u2026., per compiere un significativo &#8220;atto di restituzione&#8221; alla Natura\u2026.. Torino deve utilizzare l&#8217;area spondale per crearvi lo &#8220;SCRIGNO VERDE MEISINO&#8221; in cui animali e piante possano vivere e riprodursi senza subire i danni ingenerati da una massiva presenza umana formando una delle pi\u00f9 interessanti aree naturalistiche urbane di Europa integrandosi nel parco fluviale esistente\u201d &#8211; 13 FEBBRAIO 2017<br \/>\nOccorre quindi costruire di concerto tra Citt\u00e0, Universit\u00e0 (Dipartimento di Scienze Agrarie e Forestali), Istituto per le Piante da Legno e L&#8217;ambiente (IPLA), Associazioni Ambientaliste, eventuali soggetti privati, un progetto di rinaturalizzazione\/conservazione dell&#8217;intera area per riqualificare il patrimonio arboreo in funzione della nidificazione e del ripopolamento da parte della fauna spondale ed in particolare dell&#8217;avifauna mantenendo alta nel contempo la qualit\u00e0 dell\u2019acqua del Po per garantire una corretta vita al fiume.<br \/>\nOccorre prestare massima attenzione al rischio della &#8220;privatizzazione del bene&#8221;; non si pu\u00f2 prescindere dal considerare che una logica di privatizzazione confligge con il preservare la risorsa come bene comune.<br \/>\nRisulta fondamentale, perci\u00f2, mantenere il patrimonio a disposizione della citt\u00e0 e dei cittadini, in questo senso il tipo di gestione verso cui tendere non \u00e8 un elemento insignificante e l&#8217;intervento dei privati (ipotizzabile su zone definite) deve significare la NON privatizzazione delle aree stesse, con modalit\u00e0 che vanno definite, ribadiamo, in una visione di BENE COMUNE.<br \/>\nA questo proposito segnaliamo come la presentazione di progettualit\u00e0 private (ad esempio l\u2019ultima della quale siamo venuti a conoscenza in maniera informale, presentata l\u2019Associazione aEQUUS A.P.S) debba essere inserita in questo processo condiviso, di modo che la valutazione possa avvenire in un contesto che sappia considerare l\u2019area nella sua globalit\u00e0, che tenga in debito conto i valori espressi in precedenza, i vincoli presenti anche per quanto concerne l\u2019alveo del fiume e non offra spazio diretto ed indiretto ad azioni di privatizzazione dell\u2019area che la possano sottrarre alla disponibilit\u00e0 della Citt\u00e0 e dei cittadini.<br \/>\nEsprimiamo una certa preoccupazione sul futuro dell\u2019ex-Galoppatoio e sulla sua fruibilit\u00e0 pubblica nel caso in cui non venga sviluppato il processo di concertazione di cui sopra, che parta da un\u2019approfondita conoscenza dell\u2019area.<br \/>\nDiviene necessario, a nostro parere, costruire un percorso di partecipazione democratica nella definizione dei criteri di riqualificazione, di controllo e di gestione, per rendere i cittadini corresponsabili dell&#8217;area: conoscenza, attenzione, rispetto, responsabilit\u00e0.<br \/>\nI recenti lavori attuati dall\u2019Amministrazione comunale hanno restituito alla fruizione della Citt\u00e0 una parte significativa, essenzialmente prativa, a lato del percorso ciclopedonale esistente su via Federico Nietzsche, a naturale completamento del parco del Meisino.<br \/>\nNella rimanente zona di maggior pregio naturalistico ed avifaunistico, si \u00e8 evitata la libera fruizione, ma purtroppo, lo scarso rispetto di una parte della cittadinanza, favorito anche da una oggettiva difficolt\u00e0 a limitare l\u2019accesso a quella porzione di area, non impedisce accessi ed usi impropri delle costruzioni e l\u2019apertura di fatto di un percorso abusivo lungo la sponda che ha rilevante valore anche per la nidificazione dell&#8217;avifauna.<br \/>\nSarebbe quanto mai necessario che l&#8217;Ente Parco e la Citt\u00e0 procedessero in tempi brevi i alla &#8220;tabellazione&#8221; dell\u2019area, apponendovi cartelli che ne dichiarino l\u2019importanza, segnalino i possibili pericoli e testimonino la sua appartenenza al Sistema delle Aree Protette, per consentire pi\u00f9 efficacemente le attivit\u00e0 di vigilanza; inoltre sarebbe opportuna una manutenzione\/sistemazione delle recinzioni ed un coordinamento della vigilanza da parte degli Organismi di Controllo.<br \/>\nVa definito un percorso di rinaturalizzazione e messa in sicurezza con particolare attenzione al destino degli edifici in essa compresi (in cospicua parte da abbattere); risulta anche chiaro al contempo, che vada adottato un piano di gestione da concordare con l\u2019Ente di Gestione delle Aree Protette del Po torinese.<br \/>\nA questo proposito rileviamo con soddisfazione che la Regione Piemonte con D.D. 20 ottobre 2021, n. 3007 \u2013abbia concesso al sopraddetto Ente l\u2019utilizzo dell\u2019area demaniale \u201cex alveo\u201d del fiume Po, posta all\u2019interno della Riserva Naturale del Meisino e Isolone di Bertolla, nei comuni di Torino e di San Mauro Torinese.<br \/>\nChiediamo inoltre che la Consulta sia messa a conoscenza dello stato di avanzamento dei lavori annunziati e realizzati e delle tempistiche dei futuri interventi ribadendo che il tutto dovrebbe essere oggetto di un piano di gestione concordato dalla Citt\u00e0 di Torino con l\u2019Ente Parco del Po Piemontese e la cittadinanza.<br \/>\nChiediamo che su questa tematica si apra un tavolo di lavoro condiviso al quale le varie parti sociali possano dare il proprio contributo.<br \/>\nNel ringraziare per l\u2019attenzione rimaniamo in attesa di un cortese cenno di riscontro<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">CONSULTA COMUNALE PER L\u2019AMBIENTE E IL VERDE<br \/>\nIl Presidente Emilio Soave<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">il Vicepresidente Piergiorgio Tenani<\/p>\n<p>scarica il pdf:<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/consulte.comune.torino.it\/ambienteverde\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2021\/12\/MeisinoSituazione_nov21_fin.pdf\">MeisinoSituazione_nov21_fin<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alla cortese attenzione Assessora Ambiente, Ing. Chiara Foglietta Assessore ai Parchi, Ing. Francesco Tresso Citt\u00e0 di Torino Presidente Dott. Luca Deri Coordinatrice VI Commissione Dott.ssa Marta Sara INI&#8217; Circoscrizione 7 Presidente, Dott. Roberto Saini Direttore, Dott. 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